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Che cos’è una porta OBD?

Le porte OBD svolgono un ruolo importante nell’estrarre informazioni dal veicolo, come la velocità, il chilometraggio e i problemi meccanici. Ma il loro utilizzo va ben oltre la risoluzione dei problemi in officina.

Ecco alcune risposte alle domande più frequenti poste da imprenditori e privati interessati a saperne di più sulle porte OBD e sul loro utilizzo.

Che cos’è una porta OBD e cosa significa OBD?

L’acronimo OBD, che sta per “on-board diagnostics” (diagnostica di bordo), indica la capacità di autodiagnosi di un veicolo, è comparso negli anni ’60 come versione del computer di bordo. La porta che trasmette queste informazioni dai vari sottosistemi del veicolo si chiama porta OBD.

Il sistema OBD monitora i sistemi critici del veicolo e avvisa quando le cose iniziano ad andare male. In pratica, si tratta di un sistema che si auto-monitora e informa l’utente quando qualcosa non va. Un esempio comune che molti proprietari di veicoli hanno sperimentato è la “spia del motore”. La maggior parte di questi dati è visualizzata e utile solo ai meccanici o a coloro che importano i dati dal sistema OBD II.

Qual è la differenza tra un lettore di codici OBD, uno scanner OBD o un adattatore OBD?

Un lettore di codici OBD, uno scanner OBD e un adattatore OBD sono essenzialmente la stessa cosa. Vengono utilizzati per leggere i codici diagnostici di guasto trasmessi dalla porta OBD stessa.

Questi lettori e adattatori si inseriscono direttamente nella porta. All’interno della spina sono presenti vari pin individuali che estraggono le informazioni. Alcuni sono dotati di funzionalità più robuste, come uno schermo a LED per fornire aggiornamenti, mentre altri trasmettono questi aggiornamenti a un telefono o a un computer.

Qual è la differenza tra OBD I e OBD II?

L’OBD I è stato inventato negli anni ’60, ma è stato reso obbligatorio solo molto più tardi. Nel 1988, l’Air Resource Board dello Stato della California ha imposto la necessità dell’OBD I per monitorare le emissioni dei veicoli al fine di migliorare la qualità dell’aria. L’OBD I presentava notevoli carenze e non era efficace per raggiungere l’obiettivo di misurare le emissioni dei veicoli.

L’OBD II è stato introdotto nel 1996 per tutte le autovetture e i camion. L’OBD II si è rivelato estremamente efficace nel consentire ai fornitori di servizi di mantenere i problemi dei veicoli che potrebbero creare problemi di emissioni.

OBD III è un’idea per ridurre ulteriormente il ritardo tra un problema al motore e la manutenzione del veicolo. Il ritardo verrebbe minimizzato dal dispositivo OBD III che trasmette a distanza i dati OBD II ai dispositivi di monitoraggio. Non è nota la tempistica di rilascio dell’OBD III.

Dove si trova la porta OBD della mia auto?

La porta OBD si trova in genere sotto il volante dell’auto o sul cruscotto. Può anche trovarsi sotto il vano portaoggetti del lato passeggero o la console centrale.

La sua ubicazione può variare a seconda della marca e del modello del veicolo, per cui è bene consultare il manuale d’uso o contattare il concessionario o il tecnico automobilistico locale in caso di difficoltà a individuarla.

Perché dovrei utilizzare un localizzatore GPS OBD o un dispositivo telematico?

I localizzatori GPS che si collegano a una porta OBD possono essere utili per diversi motivi.

Innanzitutto, sono molto facili da installare. Se avete bisogno di un localizzatore GPS per seguire un veicolo, potete semplicemente acquistare un localizzatore GPS OBD e collegarlo alla porta OBD. Con questa semplice installazione, è possibile sapere a distanza dove si trova e si trovava il veicolo in ogni momento. È inoltre possibile sapere se il veicolo sta accelerando o frenando bruscamente.

Con un dispositivo telematico, è possibile avere una visione molto più approfondita del veicolo, dalla comprensione del consumo di carburante alla conoscenza dei malfunzionamenti dei sistemi critici. Intervenendo tempestivamente per risolvere questi problemi, potrete prolungare notevolmente la vita del vostro veicolo.